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mercoledì 30 marzo 2016

Evento a Vignate: Conoscere le tecniche antistress e applicarle in modo consapevole


In questo incontro del ciclo "Psicologia del Benessere Quotidiano" ci dedichiamo alle tecniche per la gestione dello stress: tecniche antistress corporee, cognitive e immaginative.

Gestire meglio lo stress è sempre un’arte... a volte d'equilibrismo, a volte d'umorismo, sempre di consapevolezza.

Per vivere meglio occorrono sia tecniche per smettere di preoccuparci, sia lavorare in modo creativo sulla nostra capacità di accettare e affrontare le difficoltà, due aspetti fortemente collegati.

Le tecniche anti-stress si raggruppano in 3 aree:

- quelle focalizzate sul problema (a caccia della soluzione migliore)
- quelle focalizzate sulle emozioni (come evitare che qualcosa ci distrugga/ci pesi troppo)
- quelle focalizzate sulla valutazione della situazione (come rivedere il significato dato agli eventi).

Ogni singola tecnica per la gestione dello stress mostra luci e ombre a seconda di come la utilizziamo nel nostro quotidiano.


Prendiamo un esempio di uso-e-abuso di una tecnica focalizzata sulle emozioni: riuscire a distrarci rispetto a un problema altrimenti assillante è un'ottima cosa se ci permette di goderci il buono che c'è nella nostra vita per poi tornare, ricaricati, ad affrontare quanto lasciato in sospeso; questo stesso distrarci diventa, però, velenoso se usato sistematicamente per evitare di affrontare il problema, spegnendo un malessere che, se avvertito fino in fondo, ci aiuterebbe a cercare con tenacia una soluzione fino a trovarla.


Uno sguardo ampio e consapevole è il prerequisito essenziale per usare le tecniche in armonia con i nostri obiettivi e il nostro benessere.


Sta a noi prenderci cura di noi e del nostro stress.
Questo è un fatto ovvio, spesso però dimenticato o sottovalutato. A volte, infatti, mettiamo così tanto gli altri davanti a noi da dimenticarci le responsabilità che abbiamo verso noi stessi, oppure ci diciamo semplicemente: "ora non ho tempo, ci penserò dopo".

Essere consapevoli e responsabili ci permette di scegliere meglio cosa trattenere e cosa lasciare andare, anche perché a volte il punto non è imparare metodi ingegnosi per "zeppare meglio l'agenda", ma riprenderci il potere di scegliere su cosa mollare la presa.
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Per saperne di più vi aspettiamo lunedì 4 aprile alle 18,30 in Auditorium a Vignate.

Relatrice: Dr.ssa Gabriella Giunco

Dove: Auditorium, Piazza Roma, 20060 Vignate (MI)

Quando: 4 Aprile 2016, ore 18,30

martedì 5 maggio 2015

Come conoscere e come gestire lo stress: workshop gratuito a Cassina de Pecchi


Come gestire lo stress per vivere meglio: corso gratuito a Cassina De Pecchi. Relatore: Dr.ssa Gabriella Giunco, psicologa.
Quante volte ti sei detto: 

Basta! Non ce la faccio più! 
Quando mai finirà questo periodo difficile?
Avrei bisogno di riposo, ma non ho tempo! 
Mangio e dormo male, sono stanco
E’ troppo per me: non ce la posso fare  

Quando mai finirà questo periodo difficile?
Ce la farò a superarlo?
Mi dicono «buongiorno» e vorrei rispondere «buongiorno un cavolo!»
Ormai non reggo più Possibile che capitino tutte a me?
Ne ho fin sopra i capelli ...com’è che perdo le staffe così facilmente?


Tutto questo c'entra col tuo stress. Selye diceva: lo stress è il sale della vita. Entro certi limiti , superati i quali vale la pena rivedere il nostro modo di cucinare-vivere. 


Mercoledì 6 Maggio 2015 alle ore 21 presso il Centro Culturale Verdi, Piazza Europa, Cassina de Pecchi (MI) si terrà il Workshop  "Come gestire lo stress per vivere meglio"

Una serata gratuita aperta a tutti per conoscere lo stress (come funziona, a cosa serve, come si manifesta, quando diventa un problema) e il nostro personale modo di vivere lo stress. 
A ciascuno , infatti, il suo stress e le sue soluzioni. Quali sono i nostri fattori stressanti (lavoro, problemi a casa, eventi traumatici, impegni accumulati)? Come si manifesta il nostro personale stress? Dalla consapevolezza del nostro stress a una consapevolezza ampliata di noi stessi e del mondo: sensazioni, emozioni, pensieri, azioni. Lo stress è sempre un fatto di relazione tra noi e il mondo: ascoltarci in questo rapporto ci permette di sperimentare nuovi modi di affrontare le situazioni e di trarre giovamento da tecniche specifiche per gestire le situazioni critiche.

Relatore: Dr.ssa Gabriella Giunco, Psicologa 


Ente promotore: Trentasere Cassina 

Partecipazione: gratuita.

martedì 14 ottobre 2014

Gestire lo stress: come riconoscerlo e quando ricorrere allo psicologo.


Se vi aspettate test o check list per verificare il vostro grado di malessere, qui non ne troverete, ce ne sono tanti in rete e il mio intento è un altro. Mi interessa portare l’accento su quello che conta dietro queste domande. 

Prendiamo qualche domanda dal primo test “scopri il tuo livello di stress” trovato in rete:

Vi succede spesso di dimenticare dove avete messo le cose?

Vi capita spesso di svegliarvi di notte pensando a quello che dovete fare domani?

Fate fatica a prendere sonno la sera?

Queste domande vi parlano di dati osservabili oggettivamente di malessere: lo stress non è solo un vissuto soggettivo (“mi sento sotto pressione”, “perennemente stanco”, “spremuto”, “disperato e impotente”), ma è anche un fenomeno con un volto dai connotati osservabili dall’esterno, a volte addirittura misurabili come le ore di sonno (perse), l’entità delle  occhiaie, la frequenza degli spuntini notturni in prossimità di una consegna importante, la pressione arteriosa che sale, come puntualmente indicato dalla macchinetta della pressione quando viviamo periodi duri.

Ci sono segnali oggettivamente osservabili di malessere, la situazione, però, si fa difficile se avete presente cos'è lo stress e come si manifesta, ma per capire come state vi occorre comunque rispondere a queste domande
Come dire che vi serve puntare su quello che si vede da fuori per capire come state voi dentro.

Eppure a volte tutti viviamo situazioni per noi così stressanti da alienarci da noi stessi, siamo così immersi in un ambiente difficile-ostile da pensare di non poterci permettere di dedicare un po’ di attenzione a come stiamo: siamo rivolti al 100% fuori di noi, presi a scrutare le situazioni e a capire come muoverci, fino perdere la consapevolezza di noi stessi. E così il collo diventa contratto, ma ce ne accorgiamo solo quando inizia a farci male. 

A una mia paziente questo è costato un ricovero: era incinta e così concentrata sul lavoro da dimenticarsi di bere e andare in bagno. Risultato: reni affaticati al punto da dover chiamare l’ambulanza. 

E' un caso estremo, ma quante volte non ascoltiamo come stiamo sotto la pressione delle cose da fare? 

A volte siamo magari così impegnati in un’attività da dimenticarci di avere un corpo e ricordarcelo solo quando manda segnali di dolore o quando qualcuno ci abbraccia (una bella opzione!).

Tutto questo ha un senso, almeno lo ha avuto in passato. 
La reazione di "stress" serviva ai nostri antenati per agire comportamenti di attacco e fuga quando la posta in gioco era vivere o morire: davanti a una tigre coi denti a sciabola occorrevano risposte immediate efficaci - ucciderla o scappare a gambe levate - non certo capire come stavamo di fronte alla tigre, nè se avevamo sonno o fame.

Il problema dello stress dell'uomo contemporaneo è la cronicizzazione, quando siamo costantemente tesi perdiamo lucidità, viviamo male e abbiamo una percezione annebbiata di come stiamo e dei nostri bisogni.

L’aspetto positivo è che questo annebbiamento con un atto consapevole di  ascolto di sé può sciogliersi. Ritrovarci nell’ascolto di noi stessi può fare molto per il nostro benessere.

Rispondete ora in modo secco, senza pensarci su, a questa domanda:

Quanto ti senti stressato da 1 a 10?

Il primo numero che hai pensato, prima di partire con gli aggiustamenti e le limature, dice molto di te in questo periodo.

Ora ti propongo una sintesi delle 5 stadi dello stress cronico:

1 : Stanchezza cronica (fisica e mentale, ci si alza stanchi, si rientra stravolti)

2 : Problemi interpersonali e autoisolamento (meno autocontrollo e più irritabilità portano a relazioni insoddisfacenti)

3 : Turbe emotive (aggressività, insicurezza, confusione, instabilità emotiva, perdita di efficienza, perdita di controllo).

4 : Dolori cronici (quando detto sopra e rigidità muscolari)

5 : Patologie da stress (quando sopra e crollo sistema immunitario)

In quale stadio ti riconosci?

Se ti trovi in una fase che corrisponde al tuo "livello-numero di stress”, bene, sai da dove parti!

Se noti una notevole differenza, vale la pena che ti ci soffermi: ad esempio, se ti vivi stressato a livello 6, ma sei pieno di dolori cronici e contratture e ti ammali continuamente, stai sottostimando il tuo stress. Lavorare sull’ascolto di te stesso e sul tuo evitare di ascoltarti può essere buono per te.

Tornando alla questione posta nel titolo, ovvero quando ricorrere a uno psicologo per un aiuto nella gestione dello stress, il tema è ricchissimo e sfaccettato.

Dietro un vivere fortemente stressati spesso ci sono dinamiche che riguardano un modo più ampio di stare al mondo, un modo spesso profondamente disfunzionale per il nostro benessere che abbiamo imparato nella nostra storia.

A volte notiamo intere vite spese in modo disfunzionale, magari brillanti da certi punti di vista, ma stressate e infelici. Se come Napoleone non siamo capaci di stare nei vuoti e di assaporare le vittorie, se quello che facciamo non è mai abbastanza, allora saremo alla perenne ricerca di successi e non godremo di nessuno di essi. Ci stresseremo cercando ciò che non ci serve, trascurando i nostri veri bisogni. Napoleone sa tutto del successo e del potere, ma perennemente stressato a Sant'Elena dichiara: "non sono stato felice un solo giorno della mia vita".
Meglio intervenire prima sul nostro modo di vivere! 

Altri modo per stressarci a vita? Il modello della crocerossina e quello del compiacente: sia aiutare tutti per forza, sia cercare di piacere a tutti implica perseguire due obiettivi impossibili. Entrambi sono validi strumenti per vivere costantemente frustrati e stressati. Entrambi ci tolgono ogni possibilità di scegliere una vita davvero nostra, lasciando che siano i desideri degli altri a plasmarla.

Su questi e su altri modelli disfunzionali si può intervenire e si può fare molto col supporto di un professionista. Altre volte è una situazione oggettivamente pesante (es. un lutto, una separazione) a portare le persone a cercare occasioni di ascolto e sostegno di uno psicologo.

In ogni caso, gestire meglio il vostro stress è “qualcosa che scegliete di fare per voi”. Un dono per la qualità della vostra vita. Il modo, da soli o accompagnati, sta a voi e ai vostri bisogni.

martedì 16 settembre 2014

Conoscere lo stress per vivere meglio: tempo per te.




Un ombrello perchè a volte ne vorremmo uno contro le intemperie della vita... un ombrello perchè capita che la soluzione a volte sia costruirci il nostro ombrello, altre volte si tratta di vedere in modo diverso la pioggia o i nostri abiti bagnati, altre volte ancora occorre accettare che non ci sono ombrelli o che è inutile aprirli.

Ricordo le parole di una canzone 

"se piove non aprire l'ombrello, aspetta il tuo giorno di sole". 
Sì, affrontare giorni di pioggia e giorni di sole. La gestione dello stress riguarda tutto questo e impatta sulla qualità delle nostre giornate e sul nostro benessere.


Oggi nessuno è immune allo stress, ma ognuno lo vive a modo suo.

Come ci stressiamo ci dice molto di come viviamo, scoprirlo può aiutarci a recuperare la possibilità di scegliere.
Cos’è lo stress e come funziona? 
Cosa ci stressa? 
Cosa possiamo cambiare? 

Col patrocinio del Comune di Settala, ne parleremo assieme VENERDI 26 SETTEMBRE 2014 dalle ORE 20,45 presso l'Aula Consiliare in Via G. Verdi 8/C a SETTALA.
Partecipazione gratuita.

Per saperne di più, date uno sguardo alla Gazzetta Martesana del 22 Settembre (pag. 41):


seminario gestiamo meglio lo stress a Settala